Writing 9

url

Ancora m’impressiona pensare a quanto ti sei impegnata in ogni cosa che hai fatto. Hai sempre puntato alto, senza cedere alle scorciatoie o accontentarti delle mezze misure. Non sei scesa a compromessi con la mediocrità, che ti è costitutivamente estranea, e hai saputo riconoscere la sostanza delle cose facilmente, ogni volta che era necessario. Anche per questo sei grande, per l’energia che non ti è mai mancata, per l’istinto verso gli obiettivi, per la sensibilità verso le forme. E per la capacità di guardare nell’anima, per il senso etico che ti ha sempre guidata, nelle scelte e nelle azioni. Non hai avuto paura e, se l’avevi, l’hai superata. Nulla ti ha fermata, se non lo volevi, quando hai dovuto farlo era solo per raccogliere le forze e ripartire. E quando hai deciso di amare l’hai fatto profondamente, con dedizione, rispetto, generosità. La tua bellezza, così chiara, non è che l’espressione necessaria del tuo essere così totale: per questo incarni il dono della felicità potenziale. È la tua luccicanza.

 

#41

escher-scale

Se qualcuno mi dice che sono una persona particolarmente bella, fatico e prenderne atto, cioè a comprendere il concetto fino in fondo, pur nella sua simbolicità. È come una pratica che resta sempre sospesa e non si riesce a evadere, perché finisce in una specie di percorso burocratico tortuoso, poco decifrabile, con cui non mi sono mai confrontato seriamente, con determinazione. Non sono ancora andato a battere i pugni sul tavolo in quegli uffici, per farla tirare fuori. Come se il blocco che mi tiene inchiodato alla mia condizione fosse troppo consolidato per poterlo scalfire. Ma ora ho attrezzi speciali per sgretolarlo, come una nuova consapevolezza e la capacità di accettarmi per come sono, per poter vedere definitivamente cosa c’è in me.

TEVIS & PARTNERS: rating e outlook di Luciano Ligabue (2)

Il Rumore dei Baci a Vuoto_copertina_m

Ma ciò che rileva è l’ultima pubblicazione di Luciano Ligabue, la raccolta di racconti Il rumore dei baci a vuoto (Einaudi 2012). Qui, ogni racconto è caratterizzato da un “finale aperto”, che – dopo una perdita, una scelta incomprensibile, un errore, un segreto svelato, una lettera da aprire, il passato che ferisce – lascia comunque intravedere la speranza dell’assestamento, del riscatto, della redenzione.

Sfortunatamente, queste concessioni al “buon esito” del mondo – anche se lasciato solo intuire, per le esigenze di “letterarietà” delle intenzioni – non sono sufficienti per reggere la scarsa consistenza del testo. Le storie faticano a trovare un senso, a volte una giustificazione, mentre i personaggi raccontati non riescono mai ad acquisire uno spessore.

Tutto ciò a dispetto dell’incomprensibile affermazione del noto recensore Antonio D’Orrico apparsa nell’inserto domenicale del Corriere della Sera: «Non abbiamo un Raymond Carver italiano. Mi correggo, non avevamo un Raymond Carver italiano. Ora c’è e si chiama Luciano Ligabue».

dorrico-224x300

Ora, poiché è chiaro – a chiunque abbia letto i racconti di Raymond Carver – che tale parificazione è assolutamente infondata, ci si interroga sul senso e sull’utilità di queste affermazioni. Finora, l’unica cosa evidente è che le pratiche incensatorie di questo recensore, spesso lanciate a casaccio, non fanno che alimentare la confusione di ruoli che da tempo contamina anche la produzione editoriale italiana. Continue reading

TEVIS & PARTNERS: rating di Luciano Ligabue

luciano-ligabue

Com’è noto, una quindicina d’anni fa il rocker Luciano Ligabue ha sfruttato il grande successo regalatogli dalle vastissime platee di fans per tentare di avviare una “collaterale” carriera letteraria.

L’esordio fu nel 1997, con la raccolta di racconti Fuori e dentro il borgo, che vinse il Premio Elsa Morante e il Premio Città di Fiesole. L’artista, dunque, si scoprì anche “narratore delle pianure” – sulla scia del padre nobile Gianni Celati – nella terra situata “tra la via Emilia e il West”.

9788807701566_quarta.jpg.448x698_q100_upscaleIl primo romanzo arriva nel 2004, col titolo La neve se ne frega (“I canguri” Feltrinelli). Il libro viene presentato a Torino da Francesco Piccolo (al cui romanzo Il tempo imperfetto quest’opera è palesemente ispirata, per la trovata di terza mano dell’età umana che procede al contrario, con la matrice originale che risale al maestro Philip K. Dick); a Roma da Alessandro Baricco; a Milano da Fernanda Pivano. La mobilitazione di questi ultimi “mostri sacri”, nel sostegno al rocker-scrittore, fa pensare a un disegno di marketing non improvvisato e ben strutturato, che inevitabilmente ha dato i suoi frutti in termini di vendite e di classifica. Continue reading

http://tevispartners.wordpress.com/2013/06/03/t-file-1131-rating-di-luciano-ligabue

# 5

url

C’è un’idea del passato che cresce come una pianta, alimentandosi con nuovi spunti e ramificazioni, su cui s’appendono nuovi bagagli acquisiti, masserizie mentali che occupano lo spazio cerebrale e i moti cognitivi. Così, l’insieme va via via modificandosi e ingrandendosi, dando forma a un’idea del passato che spesso non combacia con quello che è stato, con la storia che ci ha formati: un’aberrazione ottica che va a interferire in modo importante con l’idea del futuro che, volenti o nolenti, dobbiamo maneggiare.

# 4

url

Questa intossicazione interiore va ad aggiungersi a quella fisica. Perché, violando la propria naturale inclinazione al bene, cioè alla trasparente solidarietà col prossimo, ci si è trovati a praticare una specie di deviazione esistenziale indotta dalle circostanze, dalle convenienze, da una connaturata tendenza all’ignavia. Dunque, una lunga parentesi di pratica amorale e immorale, senza farsi domande e senza provare attenzione per l’altro. Questo poi ha indotto gli incubi, che ancora durano. Da qui la Colpa che pesa, col ricordo ricorrente degli atti nefandi che tormenta e impedisce l’attaccamento alla vita, al concetto stesso di vita, alla sua legittimità. Ogni cosa, ora, sembra usurpata, niente appare legittimo, nessun godimento plausibile e sensato: gioire è quella stranezza che si ravvisa negli altri e di cui si cerca un’interpretazione. E tutto per quella dannata infrastruttura esperienziale che ha contraddistinto la parte più determinante della vita. Ma la purezza resta la cifra, la predisposizione naturale, l’ineliminabile destino. Questo ormai è acquisito, e ha bisogno di trovare affinità che lo confortino.

Bookblister: L’editoria è chi l’editoria fa

1131da38d9a03403dcf67321eba3f1b6

Editori che chiudono strozzati dai debiti e lasciano dietro di sé una scia di fatture non pagate lunga quanto la Recherche (poi riaprono con un altro nome o, date le competenze, vanno a fare i consulenti). Autori che non trovano case editrici disposte a pubblicarli, a meno di non proporre progetti sicuri, magari sponsorizzati. Autori che credevano di aver trovato l’editore ma poi il libro non esce una, due, tre volte… si sa, il mercato editoriale è volubile. Agenti che non incassano le royalty e diventano agenzie di recupero crediti. Agenti che vedono contratti firmati “saltare” perché la parola non vale più e pure la firma ha i suoi problemi. Traduttori che se lavorano, non vengono pagati o non lavorano proprio, perché sostituiti da chi chiede meno (meglio se chiede nulla).

http://bookblister.com/2015/02/03/leditoria-e-chi-leditoria-la-fa