Writing 47

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Ancora mi chiedo come sia possibile. Così, senza preparazione o calcolo, senza terapia. Dopo anni d’inerzia, di automatismi senza progetto, senza capo né coda, senza convinzione o orientamento, dopo tutto questo semi-letargo, finalmente sento di avere un compito. Quello di riconoscermi, accettarmi, ricostruirmi. Per raccogliere il cuore delle esperienze e farne vita. E la tua presenza, così integra, non potrebbe essere sostituita pienamente da nient’altro, perché mancherebbe sempre qualcosa di determinante. Mi piace sentire la tua presenza nell’aria e mettermi in guardia ogni volta che un’ombra possa oscurarti: lo so che sei forte e hai le risorse per difenderti, ma uno spirito in più che veglia è una cosa buona. Come ti ho detto, la somma del tuo insieme ti fa una donna totale, capace di sentire, di vedere e agire, di soffrire e desiderare e gioire e amare con la forza del senso. Senza lasciarti piegare, mai.

Writing 39

 

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Non so come pensarti senza provare ammirazione, un’ammirazione di cui cerco l’origine e da cui non voglio liberarmi. Sono bellissimi i momenti in cui ti guardo e cerco di capire il perché di certe cose, se comprendo la realtà del mondo, e con te diventa tutto più chiaro. Ogni volta la mia ammirazione viene confermata, senza incertezze. E sono sempre arricchito, perché la gioia e la maturazione che mi dai, l’importanza e il peso di questo tuo donarti mi rendono più consapevole, rafforzano il mio talento e mi permettono di guardare lontano. Vedere che sei pienamente tu, con la tua energia che vibra sottotraccia, col temperamento che traspare sempre, coi tuoi pensieri che si liberano senza condizionamenti, è impagabile. Come sai esprimere il sentimento tu lo vedo in pochissime persone: sei coraggiosa e dolce a un tempo, ferma e tenera e consapevole, saggia nelle scelte, integra e bellissima. Affidarsi a te, alla tua presenza così piena e senza cedimenti, è un privilegio assoluto.

Writing 23

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Penso che passare il tempo con te sia la cosa più bella che mi possa succedere. Anche solo tenerti per mano mentre ti ascolto, ti guardo, ti parlo, e assimilo la tua lettura delle cose. Per questo mi vado convincendo che meriti le riflessioni più profonde, le più precise e incisive, le più dense. Perché devo sentire il tuo spessore, la tua predisposizione al mondo così intensa, la tua immediatezza naturale che ti porta a riconoscere e a assimilare le cose come se ti stessi nutrendo. So che dovrei scrivere il libro, ma non c’è fretta, ora ho bisogno di pensare a te, di focalizzarti, di descriverti dentro me. La tua fisiologia e il tuo essere sono una cosa sola, un mistero da sondare, e per me riuscire a descriverti è un modo per diventare parte del tuo mondo, per partecipare dell’enorme patrimonio che è in te. Una ricchezza capace di rigenerare e ricostruire, ogni giorno.

Tabula rasa

warren keelan

Prova a immaginare di esserti dedicato per anni a un lavoro molto impegnativo e difficile, centrato sulla continua gestione dell’incertezza e dell’emergenza: un lavoro necessario al punto da non potertene mai staccare e da dover rinunciare alle comuni prerogative concesse ai lavoratori; che ti costringe a quotidiani rapporti problematici al limite del litigio e dell’ostilità; che ti toglie la forza di sorridere quando riesci a rientrare nel tuo privato; che ti fa muovere in situazioni piene d’insoddisfazione, diffidenza, sospetto e doppiezza, dove l’operare quotidiano s’impronta a continui tentativi di sopraffazione – finalizzata alla sopravvivenza. Dove la dissimulazione, la dilazione, l’inganno, le false intenzioni servono a raggiungere gli obiettivi, e tu hai la responsabilità di farlo, e devi affinare le tecniche per spuntarla sempre – ripeto: sempre, perché soccombere anche una volta sola significherebbe non riuscire a portare a buon fine la missione complessiva che hai accettato, a cui quindi ti sei votato. Ebbene, se ti sei dedicato per troppi anni a un lavoro di questo tipo, in cui ogni giorno tutti ti guardano perché si aspettano da te la soluzione, e la pretendono, perché l’hai sempre trovata, e non concepiscono la semplice possibilità che ciò non riesca ad ripetersi per motivi oggettivi; se hai fatto tutto questo, hai finito per danneggiare in misura sensibile i tuoi meccanismi interiori e la geografia dell’anima che ti abita, trasformandola in qualcosa di simile a una contea devastata dal passaggio di un esercito.
Quindi, partendo da una tabula rasa di questo tipo, per uscire dallo smarrimento, dall’angoscia cronica, dalla disabitudine a rapporti normali e trasparenti a cui ogni uomo avrebbe diritto – visto che le amicizie, per altri e più lontani motivi, le hai perse da tempo – bisogna appunto ricominciare da piccoli esercizi quotidiani, che possono essere i più semplici e diversi. Si comincia col passeggiare respirando l’aria mossa dal vento, accompagnati dal cane; guardare il disegno delle colline; far visita ai vicini che stanno potando le viti o aggiustando il trattore; sedersi, ricominciare a leggere i libri che non si frequentavano da tempo. Questo è un modo per cominciare. Fermarsi, riflettere, scoprire che i rapporti umani e intellettuali si possono ricostruire. Anche da una tabula rasa.

# 23

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Dicono che ci sono diverse intelligenze, quelle che agiscono su base razionale e logica e quelle che agiscono su base emotiva e analogica. Visto che sono le endorfine e la serotonina a tenere i collegamenti fra le diverse intelligenze, queste sostanze bisogna stimolarle e accrescerle. Quindi non bisogna privarsi delle piccole cose che aiutano a star bene, e che magari non si usano per quella sorta di frugalità intransigente che ci s’impone per qualche oscuro motivo. Perché una forma di alimentazione del benessere è sempre necessaria, non la si può trascurare. A me, ad esempio, piacerebbe avere un rito quotidiano in cui ci si scambiano le considerazioni e i sorrisi, anche dello sguardo, e ci si raccontano i desideri. Essere guardati come ti guarda l’amica o l’amico che hai di fronte (sappiamo cosa significa per noi l’amicizia) è un piacere così importante e intenso che rientra nelle forme principali di alimentazione del benessere. Benessere che non è edonismo: è il modo di vivere in maniera davvero umana, presupposto fondamentale — secondo me — per comprendere e vivere i rapporti col prossimo, la chiarezza, il gesto disinteressato, la solidarietà, il fine. Lo sguardo dell’amica e dell’amico è quella cosa preziosissima che dà senso.

# 22

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Quando il flusso di scrittura fa “pulizia” nella mente, allora si ha il flusso di coscienza. Viene in mente il free writing, o scrittura libera: secondo la definizione di Wikipedia, il presupposto è che ognuno ha qualcosa da dire e la capacità di dirlo, ma spesso questa sorgente di significati ed espressività viene bloccata da fattori come l’apatia (frequente), l’autocritica (bloccante, se non castrante), il risentimento o il malessere, l’ansia che viene come se si avessero scadenze da rispettare, ovvero ansia di realizzazione, e il timore di non farcela o di essere giudicato, oppure qualsiasi altra forma di resistenza. La scrittura libera può essere assimilata a un rubinetto che lascia scorrere l’acqua, mentre altra cosa è la pratica di scrittura, teorizzata da Natalie Goldberg nei suoi libri, in cui si combina la scrittura libera con i principi della meditazione zen. La cosa importante è “muovere la mano”, tracciare i segni sul foglio senza fermarsi, lasciando che il flusso proveniente dalla mente non sia disturbato o condizionato dal ragionamento o dalla riflessione – che in un soggetto come me tendono a prendere il sopravvento. Quello che esce, esce così com’è, non alterato dalla mente razionale che tocca e lima, e rivede. L’occhiata rimane vergine, insomma, restituendo un flusso di pensiero libero.

# 20

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Com’è noto, Nietzsche è il filosofo che annuncia “la morte di Dio”. Se Dio può morire, è perché rappresenta, agli occhi di Nietsche, una creazione dell’immaginario umano, una proiezione degli ideali dell’uomo. Se questo è vero, allora perché non progettare sempre nuovi ideali? Perché non porre in concorrenza ideali diversi fra loro, per far emergere l’ideale via via più elevato? Invece no, sempre la stessa roba.