Writing 20

urlLa mattina, al tavolo di lavoro, la prima cosa che sento l’urgenza di fare, ancor prima delle impellenze che mi si buttano addosso, è scriverti. Su un foglio di carta, che poi ricopio con la tastiera. Scrivo con l’emozione che mi preme in petto e la gola che si stringe. Forse perché sei lontana e posso vederti – per ora – solo in immagine e nelle tue parole. Sempre delicate, che a un certo punto diventano appassionate e gioiose, liberando l’entusiasmo che avevamo da ragazzi e l’esplosione di risate. Sei luminosa quando ti mostri in quei momenti: mi rammarico di non esserci stato quando il mondo prometteva tutto, quando l’energia era sfrontata e assoluta e le tue spalle da nuotatrice sempre in azione. Scriverti è così bello, così liberatorio, così confortante, così emozionante che comincio a vedere, finalmente, il colore di quell’orizzonte che ho inseguito per anni senza riuscire a carpirne il segreto. Ora, vederne il colore è una conquista: finalmente inizia a sostanziarsi, a farmi capire come lo potrò avvicinare. E rimettermi a correre non mi spaventa, anzi, è l’unica cosa che può ricostituire l’insieme di forza desiderante e emotiva che ci guida.

Writing 8

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Cerco di trovare le parole: al di là del tuo sguardo, che penetra e lascia il segno, e che sembra interrogare nel profondo, in realtà tu sei come l’asse portante di un discorso, il pezzo forte di una composizione figurale. Cioè sembri esistere per dare senso alle cose intorno. Me ne sono accorto da tempo, di questa cosa, e ogni volta ne ho la conferma. La tua dinamica, il modo in cui sei e fai, così particolare, è il complemento che realizza tutto, che compie e completa l’opera. Non so se riesco a spiegarmi.

Writing 7

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Vuoi saperlo? Essere con te significa che tutto è diverso, che tutto è pieno, che tutto è reale, vissuto cioè con la partecipazione dei sensi. Tu sei la mia nuova stagione, una stagione in cui tutto diventa veramente godibile, in cui la bellezza e la felicità del vivere “si vestono”, cioè diventano visibili e si possono toccare. Una stagione che vorrei non finisse, fatta di estati, autunni, inverni, primavere vissuti davvero, in una natura che finalmente diventa amica. E tutto questo abitando con te il mondo.

Writing 6

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Se dovesse capitarti ancora di star male o esser triste, di avere le lacrime e il nodo in gola, potresti chiamarmi: così, forse, potrei aiutarti. Non voglio più che tu stia male. E quell’espressione di cui parli, quella che dici di non riuscire a trattenere, la muta richiesta di tenerezza che ti si dipinge sul viso nei momenti più inattesi, la conosco perché l’ho provata. E capita anche a me di provare la sensazione di non farcela, ogni volta che affronto il compito impegnativo che sai. Perché è un compito difficile e incerto, se ci pensi, quindi il timore latente rimane sempre. Ma ho imparato a conviverci e a non prenderlo più sul serio: quando ritorna, continuo a fare con fiducia, perché ormai ho capito di avere la padronanza, e andando avanti si può solo migliorare. Questa consapevolezza finisce per sopravanzare il timore, la voce subdola che non si stanca di suggerirmi che il compito è troppo difficile, che forse non ce la farò. Quella vocina non si stanca mai di apparire, ma nessuna parte di me le dà peso. È vero che resta un fondo di insicurezza, ma i fatti, la pratica, l’esperienza mi permettono di esorcizzarlo e renderlo inoffensivo.

Writing 5

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In effetti, sembri ancora bambina. E sei adorabile anche per questo. T’avessi conosciuta in un altro spazio temporale, t’avrei capita subito, ma sono arrivato tardi. Eppure ci siamo “riconosciuti” lo stesso, pur nelle ristrettezze e nelle impossibilità del presente, con tutti questi schermi e queste formule e queste interferenze in mezzo. Io me ne sono accorto quando ho sentito quella comprensione sotterranea che scorreva oltre le parole, e ti vedevo protesa: un po’ sembravi soffrire, così non potevo lasciarti nel vuoto, era naturale che t’avrei seguita. Sotto c’era il desiderio di proteggerti, e forse tu lo sentivi. La cosa più bella, comunque, è quando si riesce a essere se stessi senza preoccuparsi: la nitida libertà di esistere, senza doversi giustificare.

Writing 4

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Le convenienze lo sconsigliano, ma potrei dirlo chiaramente: sei una persona notevolissima. È strano esserne sicuro, se pensi che ci conosciamo da così poco, ma è una cosa che non deve creare imbarazzi, visto che si tratta della vita che affrontiamo quotidianamente. Il mio vizio di intellettualizzare un po’ tutto mi tiene generalmente ai margini, perché è difficile trovarsi in sintonia con ciò che sta intorno. Ma con te sento di potermi aprire, così mi piacerebbe parlarti di me e chiederti consigli, anche se hai ancora una verginità “esperienziale”: anzi, forse proprio per questo, perché sei ancora libera e dai l’idea di essere come quelle opere che diventano classici sempre attuali; potresti stare nell’Ottocento, nel Novecento, nel Duemila e oltre, saresti sempre all’altezza.

Writing 3

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Tu sei perfettamente all’altezza, non temere. Mi piaci moltissimo come sei e sono felice di quello che mi dai. Sentirmi amata e apprezzata è una sensazione bellissima, che m’accompagna anche quando sei lontano, e quando sei con me si aggiunge l’emozione del tuo sguardo, della tua voce di ragazzo e delle tue tenerezze. Tu hai qualcosa che mi tocca il cuore senza fargli male, anzi sollevandolo e curandolo. Rendermi conto di quanta fiducia ho in te mi emoziona particolarmente, mai successo prima: sono sicura che non mi farai mai del male, mai.