Writing 56

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La tua bellezza è autorevole, classica, intramontabile, senza condizioni: così naturale e chiara, indiscutibile. La tua voce, matura nell’intonazione, esprime quella d’una ragazza. Hai visto molte cose, hai provato molte cose, hai sofferto, oltre che gioito, sai cos’è il successo, ma sai cos’altro può accadere, e questo ti ha formata, anche con dolore. Io ho provato molte cose, di varia natura e intensità, situazioni diverse, a volte agli opposti. Da reietto in gioventù a una dignità acquisita nel tempo, senza troppi sforzi, essendo me stesso. Oggi godo di rispetto, a volte deferenza, mi rendo conto d’essere apprezzato, da chi mi conosce, e questo è bello, devo tenerne conto quando il morale va a terra. Valgo, qunque è un peccato sprecarmi. Tu, invece, non ti sprechi: sai quanto vali e rimani sempre all’altezza, il tuo spirito prevale, forte e pieno di energia. Sai chi sei e sai che nulla ti sminuirà, mai. Mai, dolce e delicata e bella e forte, creatura magnifica.

 

Writing 55

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La bellezza ti appartiene, ti è costitutiva, suscita i sentimenti migliori. E sei una certezza e una salvezza veri, un esempio di autenticità e di capacità di essere e di amare. Tu, la tua figura, il tuo sguardo, il tuo sorriso, la tua voce, le tue parole, il tuo tono, il tuo riso, il tuo calore. Per questo, quando ti penso, provo una commozione che ha in sé il sorriso di gratitudine per questa cosa meravigliosa. Quando mi trovo al tuo cospetto, sembra che il mio essere si parcellizzi in tanti frammenti che vibrano per conto proprio, creando un movimento corale diverso da ogni altro, da ogni altra sensazione che normalmente si prova. Un fremito di tutto me stesso che mi fa guardare con occhi più grandi e capienti, che fa provare un senso di vita accentuato, come se moltiplicasse la mia capacità di essere. Credo sia questo che mi ha così rafforzato, mi ha fatto uscire di colpo alla luce, per rivedere tutto con i sensi acuiti e pronti a ricevere la realtà. Perché c’è una cosa che è davvero formidabile: il tuo sguardo, i tuoi occhi. È lo sguardo, sono gli occhi di una ragazza buona e forte, consapevole e dolce, pronta a vivere, coraggiosa, che sa amare e che sa fare tutto il resto. Lo sa fare. Hai uno sguardo incredibilmente bello, che mi fa vedere il bello del mondo. Proprio così, non sono esagerazioni. Mi hai rianimato e mi stai nutrendo, io non posso non sciogliermi quando ti penso.

Writing 49

1955 CALIFORNIA, United States -- 1955. Image envoyÈ ‡ Ludovica Pallegatta (Transaction : 632780884291875000) © Elliott Erwitt / Magnum Photos

È anche per questo che mi piaci enormemente, per la tua saggezza e sensibilità. Io son sempre stato proteso verso gli altri, non so se per carenze di affetto o per le voragini lasciate dagli odii familiari, e allora succede che quando sento una presenza come la tua, quando mi riconosco in quel bisogno di tenerezza che esce con l’espressione più trasparente, più concreta e aperta, mi sento investito da una benedizione. Vederti e percepirti mi fa capire di aver finalmente colto il significato delle cose, pur continuando ad avere dubbi, a interrogarmi, a cercare, a sentire il bisogno di commuovermi: come se volessi serbare, almeno in parte, l’impronta del dolore che ho assorbito e introiettato. Ma con te io riesco a “essere come sono”, me ne rendo conto sempre più, con tutte le mie debolezze, le necessità, anche le paure, che però sento allontanarsi, come se tu mi proteggessi e mi curassi coi tuoi artifici misteriosi. Ora, pronunciare il tuo nome evoca tutto il positivo che non riuscivo più a trovare: quello che appare con la naturalezza di chi è decisa ad affrontare il mondo con cognizione e determinazione, senza mai perdere la tenerezza e la bellezza dello sguardo.

Voglio provare l’ebbrezza

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Voglio provare l’ebbrezza di essere forte, di fronteggiare ogni situazione col sangue freddo anche se nel cuore si scatena l’inferno, voglio provare l’ebbrezza di correre per chilometri e fermarmi a un passo dal crollo e sentire le forze tornare, voglio sollevare pesi gemendo e guardandomi nella nudità del dolore, e tornare a sentirmi integro col pensiero che ricomincia a correre, voglio provare l’ebbrezza di sentire che la sto perdendo senza che ci sia un domani e ritrovarla accanto con la forza del senso, voglio provare l’ebbrezza di non passare inosservato e guardare le persone anche con gli occhi appannati dalle lacrime, e tornare a ridere per la gioia della bellezza, voglio provare l’ebbrezza di non aver paura, di esserci ogni volta che vengo chiamato, di vedere un futuro, di aspettare, aspettare, aspettare, aspettare, voglio provare l’ebbrezza di sopportare il silenzio e di vedere la bellezza attraversando tutto.

Writing 47

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Ancora mi chiedo come sia possibile. Così, senza preparazione o calcolo, senza terapia. Dopo anni d’inerzia, di automatismi senza progetto, senza capo né coda, senza convinzione o orientamento, dopo tutto questo semi-letargo, finalmente sento di avere un compito. Quello di riconoscermi, accettarmi, ricostruirmi. Per raccogliere il cuore delle esperienze e farne vita. E la tua presenza, così integra, non potrebbe essere sostituita pienamente da nient’altro, perché mancherebbe sempre qualcosa di determinante. Mi piace sentire la tua presenza nell’aria e mettermi in guardia ogni volta che un’ombra possa oscurarti: lo so che sei forte e hai le risorse per difenderti, ma uno spirito in più che veglia è una cosa buona. Come ti ho detto, la somma del tuo insieme ti fa una donna totale, capace di sentire, di vedere e agire, di soffrire e desiderare e gioire e amare con la forza del senso. Senza lasciarti piegare, mai.

Writing 44

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Finalmente riesco ad accettare le cose belle. La bellezza e la positività, il bene, possono metterci in difficoltà se non siamo pronti ad accoglierli. Nel mio caso sono i sensi di colpa a riaffiorare, ma sono cose su cui non ci si deve concentrare, perché sarebbe solo un modo per arrotolarsi su se stessi. Tu mi stai insegnando come aprirsi e offrirsi alla leggerezza, alla pulizia delle cose: se la mia natura tendeva alla purezza, alla fine è riemersa nella sua integrità, pur con i segni fisici e psichici che i miei errori hanno lasciato. Cicatrici che, come sappiamo, possono guarire. E che stanno guarendo. Perché io non sono negli errori che ho commesso: essere sopravvissuto non è stato solo fortuna o un privilegio immeritato, ma è soprattutto ciò che sono e che ho dentro, che non si è spezzato e non è stato travolto. Anche grazie a te me ne sono convinto, finalmente, grazie alla tua presenza costante e piena, alla tua solidità di visione senza cedimenti.

Writing 43

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È come se dietro la tua aria di ragazza si nascondesse una sapienza, che poi è la tua capacità di osservare, di cogliere all’istante la sostanza delle cose, di valutare, di decidere. Tu sai offrire uno sguardo appassionato e disincantato a un tempo, in grado di fissare le distanze e i pesi giusti. Sai mettere le cose dove vanno messe, sai anche inquadrare le prospettive, e stabilire scenari. Sai restituire il reale con luminosità. Con la tua bellezza classica e intramontabile a definire il tutto, con la tua voce incontaminata, sei una base solida e una sicurezza, una benedizione.