L’amico, il potente, il suicida

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Di poeti pubblicabili, cioè leggibili (anche se poco vendibili) in Italia ce ne sono circa una dozzina, magari anche venti, o se proprio si vuole si arriva a trenta. Non c’è quindi sufficiente materia per alimentare e tenere in vita le grandi, medie e minime collane che esistono. E’ ovvio, è inevitabile che si pubblichi semplicemente quello che c’è, procedendo secondo ben noti opportunismi (tanto la critica di poesia beve tutto oppure tace): prima viene l’amico, poi l’amico dell’amico, poi quello che si mette al tuo servizio, prima ancora quello che ha potere, o quello che insiste e non demorde, quello che se non lo pubblichi si inalbera, quello che poi te la farà pagare, quello che minaccia il suicidio…

http://www.ilfoglio.it/cultura/2015/07/15/avviso-al-fatto-se-la-collana-di-poesie-mondadori-chiude-perch-non-ci-sono-pi-poeti-pubblicabili

Sedicenti scrittori e paranoici

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In questo tentativo di storicizzare e mappare lo spazio letterario del web dovremo necessariamente lasciare in ombra alcuni aspetti che, non solo in Italia, sono stati e sono tuttora oggetto di discussione: ad esempio l’enorme produzione letteraria (o, meglio, di scritture) in rete, l’uso di identità anonime o pseudonime, l’immenso sottobosco di sedicenti scrittori e autentici paranoici che infestano gli spazi dei commenti nei blog letterari (dove il fermento di ambizioni sbagliate e risentimenti personali trovano a volte un fin troppo agevole canale di espressione), o certi abbagli di chi vede nella rete, e in generale nell’innovazione tecnologica di per sé, un positivo superamento di ogni mediazione editoriale e critica. Ci siamo concentrati sulla militanza letteraria, più che sulla vera e propria critica, perché da quest’ultimo punto di vista la rete ha prodotto poco. Infine, pur trovando suggestiva l’ipotesi che Internet, allargando indiscriminatamente l’agorà critica, possa in prospettiva erodere il principio della consacrazione letteraria fino a scalzarlo, ci è parso più importante, oggi, tentare di mettere in luce le lotte, le prese di posizione e le nuove strutture attraverso cui i processi di accumulazione di capitale simbolico specifico ancora si riproducono, adesso allargati anche alla rete.

Francesco Guglieri – Michele Sisto, Verifica dei poteri 2.0. Critica e militanza letteraria in Internet (1999-2009), “Allegoria” n. 61

Borges and the personal library

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In 1985, Argentine publisher Hyspamerica asked Borges to create A Personal Library — which involved curating 100 great works of literature and writing introductions for each volume. Though he only got through 74 books before he died of liver cancer in 1988, Borges’s selections are fascinating and deeply idiosyncratic. He listed adventure tales by Robert Louis Stevenson and H.G. Wells alongside exotic holy books, 8th century Japanese poetry and the musing of Kierkegaard. You can see the full list below. A number of the selected works can be found in our Free eBooks and Free Audio Books collections.

1. Stories by Julio Cortázar (not sure if this refers to Hopscotch, Blow-Up and Other Stories, or neither)
2. & 3. The Apocryphal Gospels
4. Amerika and The Complete Stories by Franz Kafka
5. The Blue Cross: A Father Brown Mystery by G.K. Chesterton
6. & 7. The Moonstone by Wilkie Collins
8. The Intelligence of Flowers by Maurice Maeterlinck
9. The Desert of the Tartars by Dino Buzzati
10. Peer Gynt and Hedda Gabler by Henrik Ibsen
11. The Mandarin: And Other Stories by Eça de Queirós
12. The Jesuit Empire by Leopoldo Lugones
13. The Counterfeiters by André Gide
14. The Time Machine and The Invisible Man by H.G. Wells
15. The Greek Myths by Robert Graves
16. & 17. Demons by Fyodor Dostoyevsky
18. Mathematics and the Imagination by Edward Kasner
19. The Great God Brown and Other Plays, Strange Interlude, and Mourning Becomes Electra by Eugene O’Neill
20. Tales of Ise by Ariwara no Narihara
21. Benito Cereno, Billy Budd, and Bartleby, the Scrivener by Herman Melville
22. The Tragic Everyday, The Blind Pilot, and Words and Blood by Giovanni Papini
23. The Three Impostors
24. Songs of Songs tr. by Fray Luis de León
25. An Explanation of the Book of Job tr. by Fray Luis de León
26. The End of the Tether and Heart of Darkness by Joseph Conrad
27. The Decline and Fall of the Roman Empire by Edward Gibbon
28. Essays & Dialogues by Oscar Wilde
29. Barbarian in Asia by Henri Michaux
30. The Glass Bead Game by Hermann Hesse
31. Buried Alive by Arnold Bennett
32. On the Nature of Animals by Claudius Elianus
33. The Theory of the Leisure Class by Thorstein Veblen
34. The Temptation of St. Antony by Gustave Flaubert
35. Travels by Marco Polo
36. Imaginary lives by Marcel Schwob
37. Caesar and Cleopatra, Major Barbara, and Candide by George Bernard Shaw
38. Macus Brutus and The Hour of All by Francisco de Quevedo
39. The Red Redmaynes by Eden Phillpotts
40. Fear and Trembling by Søren Kierkegaard
41. The Golem by Gustav Meyrink
42. The Lesson of the Master, The Figure in the Carpet, and The Private Life by Henry James
43. & 44. The Nine Books of the History of Herodotus by Herdotus
45. Pedro Páramo by Juan Rulfo
46. Tales by Rudyard Kipling
47. Vathek by William Beckford
48. Moll Flanders by Daniel Defoe
49. The Professional Secret & Other Texts by Jean Cocteau
50. The Last Days of Emmanuel Kant and Other Stories by Thomas de Quincey
51. Prologue to the Work of Silverio Lanza by Ramon Gomez de la Serna
52. The Thousand and One Nights
53. New Arabian Nights and Markheim by Robert Louis Stevenson
54. Salvation of the Jews, The Blood of the Poor, and In the Darkness by Léon Bloy
55. The Bhagavad Gita and The Epic of Gilgamesh
56. Fantastic Stories by Juan José Arreola
57. Lady into Fox, A Man in the Zoo, and The Sailor’s Return by David Garnett
58. Gulliver’s Travels by Jonathan Swift
59. Literary Criticism by Paul Groussac
60. The Idols by Manuel Mujica Láinez
61. The Book of Good Love by Juan Ruiz
62. Complete Poetry by William Blake
63. Above the Dark Circus by Hugh Walpole
64. Poetical Works by Ezequiel Martinez Estrada
65. Tales by Edgar Allan Poe
66. The Aeneid by Virgil
67. Stories by Voltaire
68. An Experiment with Time by J.W. Dunne
69. An Essay on Orlando Furioso by Atilio Momigliano
70. & 71. The Varieties of Religious Experience and The Study of Human Nature by William James
72. Egil’s Saga by Snorri Sturluson
73. The Book of the Dead
74. & 75. The Problem of Time by J. Alexander Gunn

http://www.openculture.com/2015/03/jorge-luis-borges-personal-library.html

Micromega su Charlie Hebdo: il terzo quesito

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Nel questionario che Micromega ha inviato a una sessantina di intellettuali, invitandoli a esprimere le proprie considerazioni sul tragico attacco a Charlie Hebdo, il terzo quesito dice:

3. Il noto storico e saggista di Oxford Timothy Garton Ash ha lanciato l’idea di una giornata coordinata in cui tutte le testate d’Europa pubblichino una selezione delle vignette più significative di Charlie Hebdo (offensive di tutte le religioni). Pensi che il giornale che dirigi, cui collabori, che regolarmente leggi, dovrebbe aderire?

Se abbiamo capito bene, i giornali d’Europa dovrebbero mettersi d’accordo e a un segnale concordato pubblicare tutti insieme una serie di vignette offensive di tutte le religioni.
Ma che razza di proposta è?

Micromega su Charlie Hebdo e Aldo Busi

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Per fare l’ultimo numero di Micromega, il direttore Paolo Flores D’Arcais ha inviato a una sessantina di intellettuali un questionario, invitandoli a esprimere le proprie considerazioni sul tragico attacco a Charlie Hebdo e alla libertà di espressione.
Ecco cos’ha risposto Aldo Busi.

Flores, a parte il fatto che il Suo questionario è verboso e inquisitorio, non è così che ci si rivolge ad Aldo Busi ed è di per sé offensivo e assolutistico, per non dire da fanatici, dare per scontato che gli si può strappare un testo gratis mettendolo per soprammercato e come se niente fosse in mezzo a sessanta “rappresentanti” scelti in base a chissà quali intansigenti criteri. Io non ce li vedo in Italia sessanta integerrimi intellettuali che abbiano razzolato altrettanto bene di quanto hanno predicato e che senza vergognarsi possano assimilarsi per rettitudine, coraggio anticlericale nel tempo e comportamenti indefessamente etici, democratici e antifascisti ai martiri di Charlie Hebdo. Si tenga gli altri cinquantanove e per fare cifra tonda se ne scelga un altro di pari rappresentanza.
P.s.: Si può pubblicare.

DISTRIBUZIONE LIBRARIA?

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Anni fa si parlava dell’esigenza indiscutibile di “provvedimenti legislativi” a sostegno di una distribuzione libraria che non penalizzi – inesorabilmente, com’è la realtà – i piccoli editori, in modo da consentire l’ingresso nei circuiti di mercato anche di prodotti a bassa tiratura e di confezione artigianale, che abbiano un valore oggettivo (e non siano spazzatura).

Il piccolo editore di qualità, insomma, non dove essere stritolato dall’apparato oligopolistico dei grandi gruppi, che decidono unilateralmente cosa deve leggere la gente e lo impongono con le note politiche coercitive di stampo capitalistico-degenerativo.
continua a leggere…

Concentrazioni editoriali e morte della critica (3)

 

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Quando scriveva queste parole, Bourdieu non poteva certo avere in mente Internet: eppure il web può a buon diritto essere annoverato tra i cambiamenti esterni che favoriscono una rinegoziazione dei rapporti di forza nel campo letterario. La rete fa esattamente questo: offre ai “nuovi entranti” dei tardi anni ’90 ciò di cui hanno maggiormente bisogno, un mezzo per scavalcare mediazioni che in quel momento sono in mano ad altri.
Il web ha poco da offrire agli scrittori già affermatisi negli anni ’90, come Tabucchi, Baricco o perfino Ammaniti (per non dire delle generazioni precedenti, gli Eco, Magris, Calasso…), ma diventa un catalizzatore di forze e figure “subalterne”, personaggi a vario titolo marginali (o che come tali si presentano) ai quali la rete appare per quello che allora era: una terra vergine in attesa di essere colonizzata. Basta passare in rassegna i nomi e le storie di coloro che, tra la fine del decennio e i primi anni del successivo, animano la discussione letteraria in rete (in fondo gli attori principali, i “nodi” attorno cui si raccolgono comunità, gruppi, esperienze, energie, non sono molti): il Luther Blissett Project (poi Wu Ming) emerge da contesti extraletterari legati ai centri sociali e ai movimenti; Valerio Evangelisti è un autore di genere (e che proprio in nome di una rivendicata minorità del genere muoverà le sue battaglie più spiccatamente letterarie); Giuseppe Genna, a sua volta scrittore di genere, sconta anche la sua vicinanza, reale o presunta, a posizioni politiche di destra; Scarpa, scrittore-critico avviatosi alla consacrazione con il gruppo dei Cannibali sotto le insegne del “pulp”, cerca un riconoscimento che lo liberi definitivamente da un’etichetta sentita ormai come limitante; sulle traiettorie eccentriche di una ricerca letteraria personale e molto caratterizzata si muovono Dario Voltolini, perseguendo una forma breve astraente e antinarrativa, e Giulio Mozzi, con i versi del Culto dei morti nell’Italia contemporanea; Antonio Moresco, l’autore delle Lettere a nessuno e del Paese della merda e del galateo, è forse quello che più di tutti ha insistito sulla propria figura di eterno outisder; Carla Benedetti, che pure è professore universitario, arriva dalla pressoché unanime stroncatura del suo Pasolini contro Calvino da parte dei colleghi. La scelta di farsi forti di questa vera o presunta marginalità è evidente fin dai nomi che scelgono per i loro siti, blog e rubriche: il fantomatico calciatore Luther Blissett, l’ambivalente locuzione cinese Wu Ming (che varrebbe tanto “cinque nomi” quanto “senza nome”), la donna-vampiro Carmilla, la batesoniana Società delle Menti, I Miserabili, la Nazione Indiana unita contro i visi pallidi…

Francesco Guglieri – Michele sisto, Verifica dei poteri 2.0. Critica e militanza letteraria in Internet (1999-2009), “Allegoria” n. 61